Il Diritto sindacale vive in Italia una stagione particolare, in bilico tra una orgogliosa rivendicazione di autosufficienza e la realistica necessità di un intervento legislativo di supporto che valga a colmare le lacune indotte dalla storica ricostruzione privatistica della rappresentanza e della contrattazione collettiva : si pensi soltanto ai discussi rapporti di competenza tra i diversi livelli contrattuali, alla delicata individuazione del perimetro di efficacia della contrattazione collettiva, alla selezione del contratto leader ai fini delle agevolazioni normative ed economiche e dei minimali contributivi.
I tentativi di ovviare a tali carenze messi in campo dagli Accordi interconfederali del 2014 e del 2018 non sembrano aver raggiunto il risultato sperato vuoi per la difficolta’ di concreta implementazione degli stessi vuoi per la natura privatistica dei medesimi Accordi.
La Fondazione Giuseppe Pera ha deciso quest’anno di dedicare proprio a questi temi il «Corso di alta formazione», perseverando nell’ormai nota (e ben apprezzata) formula che affida ogni modulo tematico al confronto tra un professore, un avvocato e un magistrato.
Nell’ambito del Corso saranno proposti approfondimenti anche sugli altri nodi che il diritto sindacale propone all’attenzione di studiosi e operatori, quali i meccanismi di integrazione tra legge e contratti collettivi nelle diverse funzionalità’ di completamento, deroga o miglioramento nonche’ il ruolo degli accordi sindacali nelle procedure di licenziamento collettivo, di cassa integrazione e di trasferimento di azienda; il ruolo del sindacato e della contrattazione collettiva nel governo dei processi di innovazione tecnologica e, infine, il significato della presenza sindacale nella gestione dei rapporti di lavoro con Enti pubblici e con aziende partecipate